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Just Noto, il lino in Sicilia

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  Ha esili e lanceolate foglie verdi, corolle color pervinca con striature violacee. La primavera, nella sua raggiunta maturità, regala ai prati incantevoli onde d’azzurro.  Mi riferisco  al Lino che, prima ancora che tessuto leggero e impalpabile, è una pianta, il  Linum usitatissimum . Nasce nell’antico Egitto dove veniva utilizzato per bendare le mummie. Sempre in Egitto, ma anche in India e Asia minore, il lino è simbolo del sole.  Si può dire, senza pericolo di essere smentiti, che il lino sia uno dei tessuti più antichi, versatili e sostenibili esistenti nel Pianeta.   Il lino cresce fino a 1,2 m di altezza ed è coltivato sia per i semi che per la fibra da cui si ricavano i tessuti. Dopo il raccolto si passa alla macerazione, vale a dire l’esposizione del gambo all’umidità. In Europa, gli steli vengono distribuiti uniformemente sui campi dove, per 2-3 settimane, saranno sottoposti a una combinazione di aria, sole e rugiada. Un processo che, ...

Grappoli di luce

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  Siracusa è una città d’arte e di antica memoria. Tra le bianche pietre e i silenziosi vicoli splende di fulgida bellezza e oscuri misteri. Siracusa terra di conquista. Patria di tiranni, filosofi, ninfe e poeti. Di miti e leggende. Nel VIII sec. a.C. fu assediata da coloni greci provenienti da Corinto che, guidati dall’ecista Archia, si impossessarono del territorio e ne fecero la pÓlis per eccellenza della Magna Grecia. Lo sviluppo urbano ed economico di Siracusa fu rapidissimo e interessò una vasta area interna.  La prima cellula di Siracusa fu l’isola di Ortigia. In seguito si formarono altre centri urbani - Acradina, Neapolis, Tiche, Epipoli - delineando quella che venne definita Pentapoli. Senza ombra di dubbio Ortigia brilla per indiscusso fascino.  Ortigia galleggia sul mare, bagnata dal blu dello Ionio. La sua sagoma ricorda una quaglia dal collo allungato sulla cui estremità si erge, suggestivo e imponente, il Castello Maniace.  Foto di Pippo Ansaldi Oltre...

Le uova rosse di Piana degli Albanesi

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  Dentro la storia di una cultura millenaria si sviluppa la vicenda di una piccola comunità che, in seguito all’invasione dell’Impero ottomano, è costretta a fuggire dalla propria patria e insediarsi in terre accoglienti e sicure. Piana degli Albanesi è il racconto di tutto questo. Radici e legami profondi.     Intorno alla fine del secolo XV, migliaia di profughi si insediano nell’Italia meridionale, molti  si stabiliscono in Sicilia occidentale. La concessione di due feudi (Merco e Aindygli) da parte della Mensa Arcivescovile di Monreale, coincideva con il progetto di contrasto allo spopolamento delle campagne. La normativa del tempo permise agli Arbëreschë di Piana di mantenere e difendere la loro appartenenza, in special modo la lingua, segno identitario notevolmente spiccato, compreso nel REIS (Registro eredità immateriali) della Regione siciliana. Oltre al patrimonio linguistico, nella geografia simbolica della sapienza albanese assume un ru...

La tela di Antonella

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Ci sono rivoluzioni  gentili, pacifiche, distanti dagli assordanti clamori  della storia. Ci sono rivoluzioni pacate,  incubatrici di sogni. Ci sono rivoluzioni di lunga durata, dalla gestazione lenta, che portano dentro una grande spinta propulsiva.   Ci sono rivoluzioni culturali, politiche, economiche che modificano il corso dei giorni e procurano un cambio di passo in intere comunità. E poi ci sono le rivoluzioni del cuore, quelle che trasformano lo sguardo e l'orizzonte emotivo, quelle che modificano la prospettiva e disegnano nuovi equilibri e inaspettate armonie. Una rivoluzione può rappresentare un momento di rottura, di lacerazione.  Può anche indicare inediti e insoliti percorsi. La storia di Antonella riassume tutto questo.  Una svolta, maturata lentamente, cullata dolcemente. Fiorita nella maturità degli anni. La lavorazione della canapa, tessuto dall'aspetto ruvido ma dall'anima delicata,  amica della natura. Rispettosa...