31 Cantari
Il vino, puro succo di Bacco, bevanda da gustare con “filosofia e saggezza”, come scriveva Louis Pasteur, richiede un atto di consapevole presenza. All’approccio sensoriale che accompagna il momento della degustazione, si aggiungono apertura e curiosità. Il vino parla al cuore, suggerisce emozioni e libera le menti. Per tale ragione è stato, da sempre, spinta creativa di poeti, pittori e scultori.
Un esempio è fornito dall’iconografia greca che raffigura Dioniso in vasi e anfore, conferendo al composto di umore e luce, un significato sacrale e divino.
Nel Rinascimento tanti sono stati gli artisti che hanno rappresentato, nei loro dipinti, scene dedicate all’universo enoico. Da Tiziano a Michelangelo, passando da Caravaggio, il nume romano del vino assume un ruolo di prim’ordine e tema simbolico diffuso.
Nell’arte moderna il fermentato d’uva si è accostato a nuovi sguardi interpretativi, linguaggi innovativi, visioni contemporanee. Nei motivi intrisi di surrealismo, Dalì conferisce al vino la veste da protagonista, con allusioni e metafore di grande effetto evocativo. Capolavoro del periodo cubista è “La bottiglia di vino” di Pablo Picasso, dove la scomposizione dei piani della realtà stravolge gli equilibri della prospettiva tradizionale in un vivace accendersi di colori primari e spiazzante quotidianità.
Si muove in tale direzione il progetto 31 Cantari, azienda nei pressi di Vittoria, in provincia di Ragusa. Un’immersione estetica totalizzante. Nanni Licitra, di professione fotografo e Antonello Trovato, imprenditore, ad un certo punto della loro vita decidono di dare voce alla comune passione e iniziano a fare vino. Prendono uve da vignaioli selezionati e fidati, provano, riprovano, sperimentano tecniche e metodi, mentre coltivano il sogno di mettere su una vigna di proprietà.
3 le referenze attualmente disponibili. Grana, Nero d’Avola in purezza. Soglia, blend di Inzolia e Moscato. Mezzo tono, Nero d’Avola e Frappato. Vini artigianali, naturali, sinceri, senza interventi umani che ne compromettano la fisionomia. Figli di territori diversi, incontro di suoli e cultura. Di beva fresca e aromatica, versatile e intrigante.
Nella bellezza e audacia dell’operazione Nanni e Antonello hanno creato etichette ispirate al mondo della fotografia, alla distorsione dell’immagine. Il desiderio di imprimere sulla bottiglia il loro cammino insieme, intriso di amicizia vera, condivisione e collaborazione. Di silenzi complici. Di legami solidi. Una narrazione visiva, specchio del loro vissuto.
Il cantaro riferito all’unità di misura utilizzata in Sicilia fino al secolo scorso e ormai desueta.
31 cantari la quantità d’uva raccolta nella prima vendemmia.
Liberi da qualsiasi tipo urgenza, per Nanni e Antonello produrre vino è un fatto dell’anima, un gesto di lentezza e ascolto. Di sé stessi, dei luoghi, della terra. Fusione di esperienze diverse in una sintesi che profuma di Sicilia. Di promessa. Di futuro. Di cose buone, di gentile semplicità.
© Alvice Cartelli
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© Alvice Cartelli






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